Il giorno di Pasqua viene e se ne va, ma la nostra preparazione, il nostro cammino spirituale, quello rimane. Il cammino quaresimale come ogni anno è stato l’occasione propizia per prepararci ad un passaggio fondamentale nella nostra vita: il passaggio dalla morte alla vita. Siamo usciti da noi stessi per fare spazio all’altro, e passare dalla morte alla vita. Se Dio e i fratelli non hanno posto nel nostro cuore, noi restiamo nella morte e, senza saperlo, ci priviamo della gioia della vita vera, della vita che si fa apertura, dono, senso.Non è facile questo passaggio: dalla conflittualità alla comunione. L’amore è la forza grazie alla quale diventiamo capaci di uscire da noi stessi, di autotrascenderci per raggiungere l’altro e accoglierlo nella sua diversità, nella sua individualità e instaurare, così, dei rapporti genuini, profondi e duraturi. Ma riusciremo ad incontrare l’altro nell’amore? Siamo riconciliati con noi stessi affinchè possiamo accogliere l'altro ed amarlo? Siamo nella verità per accetare l'atro nella sua diveristà?
Alla Pasqua ci siamo arrivati con il cuore colmo di attesa, di gratitudine, di speranza. Il Signore è risorto: questa è la nostra certezza. La tomba vuota ci dice che: “Il Signore è risorto non è qui” (Mc 16, 6). Ogni giorno possiamo correre al sepolcro e con Giovanni possiamo constatare in silenzio che Gesù è risorto: “E vide e credette!” (Gv 20, 8).
Cosa vide Giovanni e in cosa credette? Vide una tomba vuota, delle bende posate a parte, da un lato e credette…credette nel Signore, in quello che Lui aveva detto.
E noi trasformiamo la nostra vita di ogni giorno in una vita da risorti, da persone che non hanno perso la speranza, da persone che hanno una mèta, che hanno - in definitiva - nel cuore e nella mente Gesù, che si è incarnato, è morto ed è risorto per noi?
Sappaimo che la Pasuqa è Risurrezione nel cuore e nella vita.
E vivere da risorti, oggi, è una scommessa molto grande: è vivere da persone che “sanno in chi hanno creduto” (2 Tim 1, 12) e vivono da risorti in attesa della beata speranza.
E noi come viviamo in questo tempo il nostro essere risorti, in una società sempre più materialistica dove tutto sembra materializzarsi ad uno "nostro comando"?
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